Lo stato d’animo degli italiani

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Il presente: la distanza tra esperienza personale e percezione collettiva

Le ultime rilevazioni Human Highway sullo stato d’animo degli italiani, raccolte con continuità da febbraio 2023, restituiscono l’immagine di un Paese meno cupo di quanto spesso emerga nel dibattito pubblico. Nel complesso prevalgono emozioni come “lucido”, “attento”, “determinato” e “attivo”: segnali di una popolazione che, pur attraversata da incertezze e tensioni, mantiene un equilibrio emotivo positivo e relativamente stabile nel tempo.

A mostrare i livelli più elevati di benessere percepito sono soprattutto gli over 65 (0,43 su una scala da -1 a 1), mentre le fasce più giovani risultano emotivamente più fragili (0,22). Anche gli uomini registrano valori mediamente superiori rispetto alle donne. Il benessere cresce inoltre con il reddito almeno fino alle fasce medio-alte, migliora in presenza di figli (0,34 per chi ne ha uno o due) — con il valore più elevato tra chi ne ha tre  (0,47) — ed è leggermente superiore tra chi vive con animali domestici.

Il dato più interessante emerge però quando si amplia il perimetro dell’osservazione. Nel “qui e ora” gli italiani dichiarano di stare abbastanza bene, soprattutto nella dimensione vicina: casa, relazioni, quotidianità. La serenità supera il 50% quando si pensa alla propria casa e resta elevata anche rispetto al vicinato. Quando invece lo sguardo si sposta verso l’Italia o verso il mondo, i sentimenti negativi sono nettamente più alti.

Si osserva così un meccanismo percettivo interessante: ciascuno tende a valutare positivamente la propria situazione personale, attribuendo invece maggiore fragilità al contesto circostante. In altre parole, molti italiani ritengono di stare relativamente bene, ma immaginano che gli altri — il vicinato, il Paese, la collettività — vivano condizioni peggiori. Il disagio percepito sembra quindi aumentare con la distanza dal proprio spazio di esperienza diretta.

Una possibile spiegazione di questo fenomeno può essere trovata nello stile narrativo dei mezzi di comunicazione. Il sistema dei media e delle piattaforme social tende, per scelte editoriali o algoritmiche, a dare maggiore risalto a eventi critici, conflitti e situazioni di rischio, contribuendo a rafforzare una percezione generale di instabilità.

I dati sembrano quindi suggerire che il clima emotivo collettivo non dipenda esclusivamente dall’esperienza diretta delle persone, ma anche dal modo in cui la realtà sociale viene osservata, raccontata e interpretata.

Il futuro immaginato e il futuro reale

Quando però quel futuro immaginato diventa presente, si osserva un quadro di quasi totale stabilità. Quando gli italiani pensano al prossimo anno sono pieni di buoni propositi: quando l’anno arriva, si ritrovano gli stessi di sempre. Le differenze rispetto alle aspettative iniziali, infatti, risultano molto contenute: le persone tendono a immaginarsi migliori nel tempo, ma nella realtà la percezione del proprio benessere e della propria serenità cambia poco: si è portati a proiettarsi in un futuro migliore, ma di fatto prevale una componente di inerzia che porta gli individui a conservare nel tempo i propri stati d’animo e il proprio set emotivo.

I dati provengono da una dashboard interattiva consultabile.